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Buoni pasto in smart working: tutto quello che c’è da sapere

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Buoni pasto in smart working: tutto quello che c’è da sapere

La fruizione dei buoni pasto in smart working si complica e si arricchisce di nuove, ulteriori variabili. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Buoni pasto in smart working: come utilizzarli?

L’emergenza che abbiamo vissuto ha completamente modificato il nostro modo di vivere e di lavorare. In particolare il lavoro da remoto, meglio conosciuto come smart working, è diventato una realtà diffusa con cui fare i conti. Se prima della pandemia erano pochissime le aziende che adottavano questa modalità di lavoro, circa l’1.2%, oggi lo smart working è diventato la regola: sono tantissimi i dipendenti, circa l’8.8%, che si confrontano quotidianamente con forme di lavoro ibride, in cui la settimana si suddivide equamente tra lavoro in ufficio e lavoro da casa.

buoni pasto smart working

Come cambia la pausa pranzo in smart working 

La pausa pranzo, intesa non solo come il momento in cui consumare il pranzo, ma come uno spazio per prendersi cura di sé e affrontare la seconda parte della giornata lavorativa con concentrazione e motivazione, ne ha inevitabilmente risentito.

Lo smart working ha cambiato le abitudini dei lavoratori in pausa pranzo, spingendo le aziende a regolamentare anche la fruizione dei benefit ad essa legati, primo fra tutti quello dei buoni pasto. 

L’obiettivo è quello di garantire ai lavoratori che operano da remoto le stesse condizioni e gli stessi benefici di cui potevano fruire lavorando in azienda. Riguardo alla pausa pranzo questo significa assicurare non solo la consumazione del pasto, ma anche il recupero delle energie psico-fisiche tramite l’interruzione della mansione lavorativa.

Perché la pausa pranzo è così importante per le aziende?

La pausa pranzo non è, come dicevamo, solo il momento in cui si consuma il pasto. Rappresenta invece un importante momento di socializzazione tra colleghi, che promuove la collaborazione, stimola la produttività e contribuisce a creare un clima aziendale sereno e proficuo

Senza contare che è uno dei benefit più amati dai lavoratori. Per questo non può assolutamente essere trascurata dalle aziende “virtuose”. 

I buoni pasto rappresentano un valido modo per erogare questo benefit ai lavoratori, ma purtroppo si tratta di un sistema che ha dei limiti, sia per i beneficiari, perché non tutti i ristoranti ed esercizi commerciali accettano i ticket restaurant, sia per le aziende, perché oltre una certa cifra i buoni pasto sono soggetti a tassazione.

Se la tua azienda utilizza i buoni pasto lo sai bene: il motivo per cui molte aziende hanno continuato ad utilizzare i buoni pasto è principalmente l’assenza di alternative valide sul mercato.

MOFU - WELFARE

Buoni pasto in smart working: cosa dice la legge 

La pausa pranzo è talmente importante da essere regolamentata da una apposita normativa: secondo il DL 66/2003 la pausa pranzo è un diritto del lavoratore nonché un obbligo per l’azienda.

Sebbene la sua durata possa variare tra i 30 minuti e le 2 ore, la pausa pranzo è obbligatoria per tutti i lavoratori full time, che lavorano cioè più di 6 ore consecutive. 

Le cose non cambiano in smart working: la legge conferma che il trattamento economico e normativo del lavoro da remoto non può e non deve essere differente da quello che si applica al lavoro in presenza. 

Per quanto riguarda l’erogazione dei buoni pasto invece, gran parte della giurisprudenza concorda nell’affermare che i buoni pasto non spettano al lavoratore in smart working, ma con delle eccezioni che dipendono dal contratto: 

  • se il buono pasto è previsto dal contratto individuale o dai contratti collettivi, allora deve essere erogato anche in modalità smart-working
  • se invece il contratto non si esprime al riguardo, spetta al datore di lavoro decidere se continuare ad erogare i buoni pasto, che però potrebbero non essere la soluzione più adatta per i lavoratori la cui presenza in ufficio è prevista a giorni alterni

L’ideale quindi sarebbe trovare un’alternativa al sistema, ormai obsoleto, dei buoni pasto, che permetta di garantire ai lavoratori il pranzo aziendale e allo stesso tempo risparmiare.


Buoni pasto addio, benvenuta mensa diffusa digitale 

La mensa diffusa digitale è l’alternativa che stavi cercando al sistema dei buoni pasto, anche elettronici.

Il sistema di mensa diffusa permette ad aziende e dipendenti di riscoprire il vero valore della pausa pranzo aziendale, in ufficio come in smart working, senza stress, senza costi aggiuntivi e senza compromessi. 

Come funziona? Semplice: tutto tramite app!

I dipendenti possono:

  • scegliere dove pranzare
  • convenzionare i loro ristoranti preferiti (magari vicino casa, per quando lavorano in smart working)
  • portare a pranzo degli ospiti aziendali
  • pagare tramite app 

E per l’azienda?

Non ci sono tasse né costi aggiuntivi, il datore di lavoro paga solo per l’importo dei singoli pasti, e solo per quelli effettivamente consumati! 

Accanto al vantaggio fiscale c’è quello della semplicità di utilizzo: non servono badge né tantomeno blocchetti cartacei e il pagamento dei pasti avviene tramite una semplice fattura, deducibile come tutte le altre spese. 

E tu? Sei del partito dei buoni pasto in smart working o preferisci la mensa aziendale diffusa? Scopri tutti i vantaggi di PerPranzo, il primo servizio di mensa diffusa digitale qui.

Published On: 8 Giugno 2021Categorie: Aziende e Consulenti

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About the Author: Giuliana Gugliotti

Giornalista, blogger e social media manager freelance. Aiuto aziende e professionisti a raccontare la loro storia e a costruirsi un’identità vincente sul web.