Domande frequenti – FAQ2021-10-14T10:44:31+01:00
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Domande Frequenti – FAQ

Come funziona PerPranzo?2020-07-27T14:42:44+01:00

PerPranzo è la prima rete in Italia di convenzioni tra aziende e ristoranti più conveniente di buoni pasto e mense aziendali. Che tu sia un’azienda o un ristoratore tutto ciò che ti serve è l’app di PerPranzo. L’azienda deve solo decidere l’importo giornaliero da erogare per ogni dipendente; il lavoratore convalida la consumazione tramite l’app; il ristoratore riceve l’importo della consumazione in tempo reale.

Quando è obbligatoria la pausa pranzo in azienda?2021-09-29T09:23:45+01:00

Qualora l’orario lavorativo superi le 6 ore, il dipendente ha sempre diritto ad una pausa per consumare il pranzo. Durata e retribuzione della pausa pranzo sono regolamentati dai CCNL. Quando il CCNL di riferimento non disciplina la pausa pranzo, spetta al datore di lavoro stabilirne la durata, che non deve mai essere inferiore alla mezz’ora.

Che differenza c’è tra PerPranzo e i buoni pasto elettronici?2020-08-24T15:46:42+01:00

Basandosi sulla normativa della mensa diffusa, PerPranzo, contrariamente ai buoni pasto che hanno un limite di defiscalizzazione di 4€ per quelli cartacei e 8€ per quelli elettronici, è completamente esentasse per qualsiasi importo. Inoltre l’azienda paga solo l’importo nominale del benefit.

A chi spettano i buoni pasto?2021-10-01T11:02:07+01:00

I buoni pasto spettano a tutti i lavoratori subordinati, a tempo pieno o parziale, anche quando l’orario di lavoro non prevede una pausa per il pranzo, inclusi i professionisti che collaborano a progetto in una determinata azienda. Erogare i buoni pasto non è un obbligo per il datore di lavoro, ma rientra nella categoria dei benefit aziendali.

Quanto costa PerPranzo per le aziende?2020-08-24T15:49:11+01:00

Il costo di PerPranzo dipende dal budget che si vuole assegnare al dipendente. Se non viene utilizzato tutto il budget a disposizione, la parte restante viene riconosciuta all’azienda come cashback. Il budget restante può quindi essere utilizzato dall’azienda per aggiungere altri servizi di welfare ed incrementare così la soddisfazione dei propri dipendenti.

Se adotto PerPranzo, per quanti mesi è vincolata l’azienda?2020-08-24T15:52:43+01:00

Il servizio è completamente configurabile da parte dell’azienda e non c’è un vincolo di utilizzo perché viene erogato in modalità ricaricabile, l’azienda decide quindi quando effettuare le ricariche e può disdire in ogni momento il servizio.

Se scelgo PerPranzo, devo abbandonare i buoni pasto?2021-08-18T14:02:32+01:00

Assolutamente no, PerPranzo è un servizio di mensa compatibile con tutti i principali servizi di pausa pranzo. I buoni pasto possono essere quindi riconosciuti ai lavoratori ad esempio nei giorni in cui non usufruiscono di PerPranzo.

Sono un libero professionista o una ditta individuale posso usare PerPranzo?2020-08-24T15:56:31+01:00

Certo! E’ anche possibile detrarre le spese fino al 75% del totale e fino ad un massimo del 2% del tuo fatturato, con il vantaggio di non doverti più occupare della gestione delle fatture!

Il datore di lavoro è obbligato a fornire i buoni pasto?2021-09-29T09:27:37+01:00

No, la normativa sulla pausa pranzo non stabilisce l’obbligatorietà in merito ai buoni pasto. Resta a discrezione dell’azienda la scelta di offrire o meno il pranzo ai propri lavoratori.

Quanto costa PerPranzo per i Ristoranti?2020-08-24T15:59:18+01:00

PerPranzo non ha né costi fissi né necessita di un POS, è necessario solo scaricare l’app di PerPranzo per esercenti. Le commissioni di PerPranzo sono applicate esclusivamente sulle consumazioni effettuate e sono le più basse del mercato. Se in un determinato periodo non ci sono commissioni, il servizio non costa nulla.

Quanto risparmia il mio ristorante rispetto ai buoni pasto?2020-08-24T16:00:18+01:00

Il ristorante risparmia tutti i costi fissi di noleggio del POS per i buoni elettronici, i costi di gestione, spedizione e rimborso dei buoni cartacei. Le commissioni sulle singole consumazioni sono poi mediamente più basse del 5-10% rispetto a quelle dei comuni buoni pasto.

C’è un periodo di prova gratuito per i ristoranti?2021-06-10T09:28:03+01:00

Sì, è possibile provare gratuitamente PerPranzo senza alcun costo.

Il datore di lavoro è obbligato a fornire la mensa aziendale?2021-09-29T09:28:09+01:00

No, la normativa sulla pausa pranzo non stabilisce l’obbligatorietà in merito alla mensa aziendale. Resta a discrezione dell’azienda la scelta di offrire o meno il pranzo ai propri lavoratori.

Se non mi trovo bene, posso disdire?2020-08-24T16:00:53+01:00

Certo, in ogni momento: il contratto stipulato con PerPranzo ha una durata di un anno e si rinnova automaticamente di anno in anno. Non c’è alcun costo fisso di avvio o abbonamento.

La chiusura del contratto prevede qualche penale?2020-07-27T14:49:27+01:00

Ovviamente no! E’ possibile disdire il contratto stipulato senza alcuna penale.

Si possono usare i buoni pasto per fare la spesa?2021-10-01T11:02:53+01:00

I buoni pasto non possono essere utilizzati per fare la spesa necessaria alla famiglia per la settimana. Questo perché il buono pasto è un sostitutivo della mensa aziendale di una persona, che può quindi esclusivamente acquistare alimenti e bevande, sia esso al supermercato oppure al ristorante.

Funziona anche con il take away e il delivery?2020-07-27T14:49:53+01:00

PerPranzo è compatibile sia con il take away che con il delivery gestito dal ristorante. Il rider dovrà avere installata l’App sul proprio smartphone e al momento della consegna il cliente gli mostrerà il QR code per effettuare il pagamento come fosse in cassa.

I buoni pasto sono cumulabili e cedibili?2021-10-01T11:03:55+01:00

Il dipendente può utilizzare un massimo di otto buoni pasto per volta presso lo stesso esercizio commerciale. I ticket sono personali e non possono essere ceduti né ai colleghi né ai familiari.

Che cos’è una convenzione?2020-07-27T14:50:14+01:00

Una convenzione corrisponde al menù pranzo a prezzo fisso offerto dal ristorante. Qualche esempio: “Menù primo, acqua e caffè”; “Un secondo, calice di vino e caffè”; “Panino a scelta, bibita e caffè”.

La convenzione è il menù del giorno?2020-07-27T14:50:30+01:00

No, una convenzione non corrisponde al menù del giorno bensì ad una formula forfettaria in cui è indicato ciò che si può consumare con PerPranzo.

Dove posso usare i buoni pasto?2021-10-01T11:04:44+01:00

I buoni pasto devono essere utilizzati esclusivamente per l’acquisto di alimenti e bevande di un dipendente. Possono essere quindi riscossi in esercizi convenzionati e legittimati ad esercitare la somministrazione di alimenti e bevande quali supermercati, self-service, ristoranti, bar e agriturismi. I buoni pasto sono utilizzabili esclusivamente per l’intero valore facciale. Questo significa che chi non spende tutto il buono non può pretendere il resto in denaro e, nello stesso tempo, non potrà usare il residuo per altre occasioni.

La pausa pranzo è retribuita?2021-09-29T09:41:48+01:00

Solitamente il tempo che il lavoratore trascorre in pausa pranzo non è retribuito, tuttavia ci sono delle eccezioni che riguardano principalmente i lavoratori addetti alle linee produttive, che hanno un orario di lavoro continuato con una pausa pranzo breve, che solitamente non eccede la mezz’ora.

Invece impiegati e lavoratori del settore terziario che svolgono mansioni con orari da ufficio generalmente hanno una pausa pranzo non retribuita, a meno che non sia stabilito diversamente dai CCNL di settore o dal contratto di lavoro del singolo dipendente.

Dove vengono visualizzate le convenzioni?2020-08-24T16:02:27+01:00

Le convenzioni inserite dall’app dell’esercente, così come le informazioni del locale, sono visibili sull’app dei dipendenti e liberi professionisti in una mappa geolocalizzata.

Come si integra PerPranzo con la mensa?2021-08-18T14:03:08+01:00

Se la tua azienda ha già una mensa interna è possibile integrare il nostro servizio solo in alcuni giorni o a rotazione per alcuni dipendenti così da evitare assembramenti e garantire il massimo livello di sicurezza per tutti.

I buoni pasto sono deducibili?2021-10-01T11:06:10+01:00

I costi sostenuti dall’azienda per i buoni pasto costituiscono un onere interamente deducibile ai fini delle imposte dirette e ai fini Irap soltanto entro i limiti previsti dalla legge. Questo significa che l’eventuale cifra che supera il valore di 4€ o di 8€ per i ticket elettronici, entra a fare parte dell’imponibile contributivo e fiscale, sia per l’azienda che per il dipendente.

Dove siete attivi? Quanti ristoranti avete?2021-09-29T09:15:26+01:00

Siamo presenti nelle principali città italiane con oltre 500 ristoranti ed una rete in continua espansione. Cerchiamo di garantire un’ampia varietà di cucine per ogni azienda così da soddisfare anche i palati più esigenti.

Se lavoro da remoto ho diritto ai buoni pasto?2021-09-29T09:45:17+01:00

Secondo la maggioranza dei giuristi i buoni pasto non spettano al lavoratore in smart working: l’azienda può in qualunque momento sospenderne l’erogazione, senza andare incontro a sanzioni.

Unica eccezione: il caso in cui l’erogazione del buono pasto sia stabilita all’interno del contratto, individuale o collettivo.

I buoni pasto sono detraibili?2021-10-01T11:07:03+01:00

Trattandosi di acquisizione di un servizio complesso non riconducibile alla semplice somministrazione di alimenti e bevande, è prevista per i buoni pasto la detraibilità dell’IVA. Infatti l’IVA al 4% è completamente detraibile per i buoni pasto elettronici, mentre non è prevista nessuna detrazione IVA per le aziende che utilizzano il servizio di buoni pasto cartacei.

Quanto deve durare la pausa pranzo?2021-09-29T09:47:21+01:00

Il decreto legislativo non si pronuncia in merito: spetta al datore di lavoro stabilire la durata della pausa pranzo a seconda delle esigenze produttive e organizzative dell’azienda. Generalmente la durata della pausa pranzo oscilla tra la mezz’ora per gli operai che lavorano nella produzione e l’ora dei lavoratori con mansioni impiegatizie e non supera mai le due ore.

Cos’è la mensa diffusa?2020-08-24T15:21:58+01:00

La mensa diffusa è un servizio per le aziende che si basa sulla possibilità di offrire ai propri dipendenti una mensa che però, come suggerisce il nome stesso, avviene in modo diffuso, ovvero tramite una rete di ristoranti e locali convenzionati. Con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 63 /E del 17 maggio 2005 la mensa diffusa è stata equiparata alla mensa tradizionale e permette all’azienda di godere di tutti i vantaggi fiscali di una mensa e ai dipendenti di consumare ogni giorno il pasto al ristorante.

Come funziona la mensa diffusa?2020-08-24T15:23:14+01:00

La mensa diffusa permette ai dipendenti di utilizzare ogni ristorante, tavola calda ed altro esercizio convenzionato esattamente come se fossero una mensa, nei giorni e orari stabiliti dalla singola azienda e con un menù a prezzo fisso o di un valore predefinito. Questa rete di ristoranti è accessibile esclusivamente tramite una card dotata di badge elettronico oppure tramite un’app creata ad hoc.

Buoni pasto vs mensa diffusa: cosa cambia?2020-08-24T15:25:04+01:00

La mensa diffusa e i buoni pasto sono simili nell’utilizzo ma differenti nel trattamento fiscale. Come il buono pasto, anche la mensa diffusa offre la possibilità ai dipendenti di scegliere ogni giorno in quale ristorante pranzare. Ma, a differenza dei buoni pasto, la mensa diffusa non prevede nessun limite di esenzione contributiva ed è quindi possibile per l’azienda offrire al dipendente un pranzo giornaliero di maggior valore e qualità. Inoltre la mensa diffusa non consente di pranzare acquistando cibo al supermercato.

Sono un lavoratore part-time ho diritto ad un servizio di pausa pranzo?2020-08-24T15:25:58+01:00

L’Agenzia delle Entrate, con la R.M. n.118/E/06, ha precisato che possono beneficiare dell’agevolazione di cui all’art.51, co.2, lett.c) del Tuir anche i dipendenti a tempo parziale che fruiscano dei ticket, pur in presenza di un orario di lavoro che non preveda il diritto alla pausa per la consumazione del pasto.

Quante ore di lavoro devo fare per poter usufruire del buono pasto?2020-08-24T15:31:42+01:00

Per richiedere i buoni pasto il dipendente deve avere un orario depositato giornaliero superiore a 6 ore che preveda una interruzione per pausa pranzo di almeno mezz’ora.

Cos’è il welfare aziendale?2020-08-24T15:34:52+01:00

Il piano di welfare aziendale rappresenta un insieme di beni, prestazioni, opere e servizi in natura o sotto forma di rimborso spese che un datore di lavoro sceglie di dare ai propri dipendenti per migliorare il benessere del lavoratore e della sua famiglia. Tale piano può essere istituito tramite un regolamento aziendale, oppure tramite un contratto/accordo aziendale. Il welfare aziendale comporta dei benefici per i dipendenti dovuti all’esenzione totale o parziale da imposte e contributi e per i datori di lavoro che beneficiano dell’esenzione contributiva e della deducibilità totale o parziale dal reddito d’impresa secondo i criteri di legge.

Cosa sono i fringe benefit?2020-08-24T15:35:50+01:00

I fringe benefits sono beni e servizi forniti al dipendente che si aggiungono alla retribuzione vera e propria. Solitamente i fringe benefit sono fissati all’interno del contratto individuale stipulato tra azienda e dipendente. Tali benefit concorrono alla formazione del reddito tassato in capo al lavoratore dipendente. Sono considerati fringe benefit, ad esempio, il telefono cellulare, il computer portatile, l’auto, l’abitazione in affitto, l’assicurazione o le azioni.

Quali benefit spettano ai dipendenti?2020-08-24T15:37:08+01:00

I benefit che spettano ai dipendenti non sono fissi ma dipendono dal proprio datore di lavoro, il quale sceglie quali mettere a disposizione. Tali benefit possono essere fissati all’interno del contratto individuale stipulato tra azienda e dipendente e concorrono alla formazione del reddito tassato in capo al lavoratore dipendente.

I buoni pasto fanno parte del welfare aziendale?2020-08-24T15:38:04+01:00

Sì, i buoni pasto, così come le mense aziendali o diffuse fanno parte del welfare aziendale.

Come attivo il welfare aziendale?2020-08-24T15:38:19+01:00

Un piano welfare può essere attivato da un’azienda in qualsiasi momento. Se deciso unilateralmente, tale piano può essere comunicato ai dipendenti tramite email. In alternativa, il piano può essere avviato con un accordo siglato con le rappresentanze sindacali.

Come spendo il welfare aziendale?2020-08-24T15:38:52+01:00

La spendibilità dei benefit inclusi nel welfare aziendale dipende strettamente dalla piattaforma di welfare scelta e dal portafoglio di benefit messi a disposizione dall’azienda.

Cosa comprende il welfare aziendale?2020-08-24T15:39:51+01:00

Il welfare aziendale non comprende un insieme fisso di servizi ma dipende dall’azienda per cui si lavora. Il welfare aziendale può essere stabilito all’interno del contratto individuale stipulato tra azienda e dipendente e concorre alla formazione del reddito tassato in capo al lavoratore dipendente.

Ci sono delle agevolazioni fiscali per il welfare aziendale?2020-08-24T15:40:08+01:00

Per il dipendente il valore dei beni e servizi ricevuti nell’ambito del piano offerto dal datore di lavoro è completamente detassato. Ciò significa che non si cumula con l’imponibile Irpef, né con il reddito su cui vengono calcolati i contributi previdenziali. Parallelamente il datore di lavoro può dedurre tutti i costi dei servizi offerti ai dipendenti dall’imponibile del reddito di impresa.

La disdetta del contratto prevede qualche penale?2020-08-24T15:53:20+01:00

Ovviamente no! A differenza dei buoni pasto dove spesso è prevista una costosa penale, con PerPranzo è possibile disdire il contratto stipulato in qualsiasi momento e senza nessuna penale.

Ho un servizio di mensa (o mensa diffusa) devo avere un registratore di cassa?2020-08-24T16:03:04+01:00

No. Rientrano nell’ambito applicativo della norma di esonero sia le somministrazioni rese in mense aziendali gestite direttamente dal datore di lavoro, sia quelle affidate in appalto a un’impresa specializzata, indipendentemente dal luogo in cui la mensa è situata (all’interno o all’esterno dell’azienda), purché la prestazione sia resa esclusivamente al personale dipendente (cfr. ris. Agenzia delle Entrate 20 giugno 2002 n. 202).

Con la mensa diffusa devo emettere lo scontrino fiscale?2020-08-24T16:03:18+01:00

No. L’esonero è disposto dall’art. 1 comma 1 lett. a) del DM 10 maggio 2019, che esclude la memorizzazione e la trasmissione dei corrispettivi, almeno in fase di prima applicazione del nuovo regime, per tutte le operazioni di cui all’art. 2 del DPR 696/96, comprese, dunque, le somministrazioni di alimenti e bevande rese in mense aziendali o interaziendali di cui alla lettera i) della citata disposizione.

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