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Ristorazione e lockdown: come organizzare il locale in sicurezza

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Ristorazione e lockdown: come organizzare il locale in sicurezza

Consigli per ripartire dopo il lockdown con l’attività di ristorazione, in sicurezza e nel rispetto delle regole stabilite dal DPCM

Il settore ristorazione è stato indubbiamente uno dei più colpiti dalla crisi legata all’emergenza sanitaria Covid-19 e dal lockdown: tra le prime attività a chiudere, bar ristoranti e trattorie ora sono pronti a ripartire, ma non senza quelle limitazioni indispensabili per garantire la tutela sanitaria di clienti e addetti ai lavori.

A partire dalle linee guida per la riapertura dei ristoranti pubblicate in Gazzetta Ufficiale abbiamo stilato un piccolo decalogo con i consigli utili per ripartire in sicurezza e contenere la diffusione del virus.

Come sarà il ristorante post-Coronavirus?

Consumazioni all’esterno, tavoli distanziati, accessi contingentati, stringenti norme igieniche e obbligo di sanificazione dei locali sono solo alcune delle direttive a cui le attività di ristorazione dovranno attenersi durante la riapertura dopo il lockdown. Vediamo uno per uno i passi da compiere per aprire nel rispetto della normativa.

Informare la clientela

Bisogna predisporre un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione applicate dal pubblico esercizio con avvisi e cartelli. Non solo è consigliabile installare un cartello all’ingresso, ma anche all’interno del locale. Cosa assolutamente da non trascurare, va fatto anche in altre lingue (a seconda del tipo di clientela).

Si ricorda, inoltre, che le nuove linee guida si applicano ad ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande, compresi bar, pasticcerie, gelaterie anche se collocati in centri commerciali o stabilimenti balneari.

Misurare la temperatura

Non è obbligatorio, ma potrà essere misurata la temperatura all’ingresso del locale impedendo l’accesso a chi supera i 37,5°C. Il metodo più semplice consiste nell’utilizzare un termometro laser con lettura rapida. Anche se questo punto non è obbligatorio, è forse uno dei più importanti per la prevenzione e la protezione non solo della clientela, ma anche del personale che lavora nel pubblico esercizio.

Distanziamento dei tavoli

I tavoli dovranno essere posti in modo che le sedute abbiano una distanza di almeno 1 metro tra un cliente e l’altro negli ambienti all’esterno. La distanza aumenta a 2 metri negli ambienti al chiuso (quando sarà consentito riaprire anche internamente). Queste distanze potranno essere ridotte solo nel caso in cui sia presente una barriera fisica tra i diversi tavoli, come ad esempio i famosi pannelli di plexiglass .

In ogni caso non è consentito l’accesso al locale di più persone rispetto al numero massimo di posti a sedere. Nei locali dove non sono previsti posti a sedere, l’ingresso sarà consentito ad un numero limitato di clienti per volta, in base alla superfice del locale, e dovrà essere garantito un distanziamento di due metri tra una persona e l’altra al bancone.

Buffet

Tornano i buffet, ma i clienti non potranno toccare i cibi e dovranno indossare la mascherina al momento della scelta. Nel caso in cui non vi fosse personale da dedicare al servizio buffet, allora le pietanze dovranno essere disponibili in formato monodose. Ovviamente l’obbligo d mascherina vale sia per clienti che per il personale.

Tavoli all’aperto

Al momento è consentito accogliere i clienti solo se si dispone di tavoli all’esterno o di un dehor estivo. I tavoli dovranno rispettare la distanza di 1 metro e potranno ospitare al massimo 4 persone (salvo nel caso di congiunti). Per favorire l’utilizzo di spazi esterni, sempre più comuni stanno rilasciando delle autorizzazioni semplificate per l’utilizzo del suolo pubblico.

Sanificazione dei tavoli e menu digitali

Al termine di ogni servizio dovranno essere sanificate tutte le superfici. Resta l’obbligo di confezioni monodose per grissini, pane, oliere, sale, salvo servizio al tavolo senza la possibilità che il cliente possa toccare contenitori di uso comune.

Si consiglia vivamente l’utilizzo di menù digitali, oppure in alternativa l’uso di lavagne, menù plastificati e sanificati, oppure usa e getta. Ci sentiamo di sconsigliare i menu usa e getta per l’impatto ambientale che potrebbero creare a meno che non siano stampati direttamente sulle tovagliette di carta che molti ristoranti usano al posto della tovaglia. 

Igienizzazione

Dovranno essere messi a disposizione dei clienti opportuni prodotti igienizzanti non solo all’ingresso, ma anche in diversi punti del locale, compresi ingresso e uscita dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno.

Gestione del ricircolo dell’aria

Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni, compresi i servizi igienici che spesso non sono dotati di un sistema di aerazione naturale, ed escludere il ricircolo dell’aria.

Obbligo della mascherina per i clienti e personale

Il personale deve indossare sempre la mascherina. I clienti, invece, devono indossare la mascherina tutte le volte che non sono seduti al tavolo. Questo punto andrebbe ben evidenziato negli avvisi presenti all’interno del locale ed incentivato dal personale interno. Inoltre è proibito per i clienti sostare in attesa all’interno del locale.

Sistemi di prenotazione

Si consiglia di privilegiare l’accesso tramite prenotazione in modo da controllare ed evitare l’affollamento del locale. La lista dei soggetti che hanno prenotato andrà conservata per almeno 14 giorni.

Oltre alla prenotazione, altri utili servizi per i ristoranti sono la consegna a domicilio ed il servizio di asporto che permettono di evitare sovraffollamento del locale, oltre che a risparmiare sui costi del servizio al tavolo. Con PerPranzo ad esempio c’è una sezione dedicata!

Protezione in cassa

In cassa è consigliata l’installazione di una barriera plastificata protettiva. In ogni caso il personale deve essere dotato di mascherina ed igienizzante. Noi consigliamo inoltre di favorire il pagamento senza contanti in modo da evitare il più possibile il contatto diretto.

 

Ristorazione e lockdown: rimani aperto come mensa aziendale

Noi di PerPranzo, da sempre dalla parte dei ristoratori, possiamo aiutarti a certificare il tuo locale come mensa aziendale, offrendoti lo strumento e tutta l’assistenza necessaria per adeguare i ristoranti alla normativa ministeriale, regionale e comunale e svolgere così il servizio mensa alle aziende della tua zona rispettando il nuovo decreto legge.

TOFU A - RESTAURANT
Published On: 20 Aprile 2021Categorie: Ristoranti

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About the Author: Giuliana Gugliotti

Giornalista, blogger e social media manager freelance. Aiuto aziende e professionisti a raccontare la loro storia e a costruirsi un’identità vincente sul web.