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Buoni pasto per i dipendenti nel 2021: facciamo il punto

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Buoni pasto per i dipendenti nel 2021: facciamo il punto

Buoni pasto per i dipendenti nel 2021: a chi spettano? Il sistema reggerà l’impatto dello smart working? Proviamo a fare il punto della situazione, anche da un punto di vista normativo.

L’introduzione dello smart working, oltre a modificare le nostre abitudini come lavoratori, ha anche fatto sorgere alcune perplessità riguardo l’obbligo, da parte dell’azienda, di continuare ad erogare i buoni pasto anche a chi lavora da remoto. 

La domanda che molti dipendenti si stanno facendo è: “Se lavoro da remoto ho diritto ai buoni pasto?”

Proviamo a rispondere facendo il punto sulla situazione buoni pasto per i dipendenti nel 2021 e a immaginare quali potranno essere le evoluzioni future in ambito giurisprudenziale e in base ai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.


Buoni pasto per i dipendenti a rischio?

Il pasto aziendale è da sempre il benefit più amato dai lavoratori: le aziende lo sanno bene, ecco perché si impegnano ad offrire ai loro dipendenti un pasto al giorno.

Tra i vari mezzi per offrire il pranzo ai lavoratori, in cui rientrano anche

  • mensa aziendale interna
  • indennità in busta paga

il sistema dei buoni pasto è considerato il più vantaggioso per entrambe le parti, lavoratori e azienda. Ma è davvero così? E cosa succederebbe se la giurisprudenza iniziasse a mettere in discussione i buoni pasto per i dipendenti?

buoni pasto per dipendenti

Secondo la maggioranza dei giuristi i buoni pasto non spettano al lavoratore in smart working: l’azienda può in qualunque momento sospenderne l’erogazione, senza andare incontro a sanzioni, anche se si tratta di una pratica consolidata negli anni.

Unica eccezione: il caso in cui l’erogazione del buono pasto sia stabilita all’interno del contratto, individuale o collettivo.
L’introduzione del telelavoro rischia così di mettere in crisi uno dei benefit più importanti per il lavoratore dipendente, lasciando di fatto la scelta nelle mani della singola azienda. La riposta alla domanda con cui abbiamo aperto questo articolo:  “Se lavoro da remoto ho diritto ai buoni pasto?” potrebbe ben presto essere: “Non più”.


Buoni pasto: cosa dice il CCNL commercio

Ma cosa dicono i Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro e in particolare il CCNL Commercio, Terziario e Servizi, che interessa gran parte dei lavoratori dipendenti?

Il CCNL Commercio si esprime molto chiaramente riguardo alla pausa pranzo, ma non altrettanto in relazione all’erogazione dei buoni pasto. 

In particolare, stabilisce che il lavoratore ha diritto ad una pausa dopo 6 ore di lavoro ininterrotte e solo se il suo orario di lavoro giornaliero supera queste 6 ore: in tal caso, al dipendente spetta un periodo di “riposo” e sospensione dell’attività lavorativa la cui entità può essere variabile e viene decisa dal contratto di lavoro individuale.

Il CCNL Commercio non si esprime invece né riguardo alla durata della pausa pranzo, che può variare a discrezione dell’azienda dalla mezz’ora alle due ore, né in relazione ai buoni pasto, che restano anch’essi una libera scelta aziendale, con la conseguenza che molti lavoratori dipendenti rischiano di perdere la corresponsione di un benefit fondamentale.

Buoni pasto per i dipendenti: un’alternativa con PerPranzo

Come fare a non perdere il benefit del pranzo aziendale?

buoni pasto per dipendenti

Il sistema dei buoni pasto era superato già prima che lo smart working lo mettesse in crisi. Oggi, con i cambiamenti che il lavoro a distanza ha introdotto e introdurrà anche da un punto di vista legislativo, è più che mai vitale individuare delle alternative valide ai buoni pasto che permettano: 

  • alle aziende di risparmiare pur continuando ad offrire il pranzo aziendale ai loro dipendenti 
  • ai lavoratori di poter continuare a contare su questo benefit che per decenni è stato un elemento fondante del welfare aziendale 

PerPranzo rappresenta una soluzione efficace da entrambi i punti di vista, perché permette alle aziende di risparmiare su tasse e accise, dovute invece quando si erogano i buoni pasto, e ai lavoratori di conservare il loro diritto ad un pasto sano, di qualità e offerto ogni giorno dall’azienda. 

Come funziona?

PerPranzo rivoluziona il tradizionale concetto di mensa aziendale interna rendendola “diffusa”: grazie ad una rete di ristoranti convenzionati, i dipendenti possono scegliere ogni giorno dove pranzare, anche vicino casa, e pagare utilizzando semplicemente un’app per smartphone.

Il costo del pranzo, entro il limite giornaliero stabilito, viene addebitato direttamente in fattura all’azienda, che può così detrarre interamente i costi del pranzo aziendale, risparmiando anche migliaia di euro all’anno. 

Non ci credi? Scopri i dettagli qui e proponi alla tua azienda di passare a PerPranzo!

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Published On: 21 Giugno 2021Categorie: Dipendenti

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About the Author: Giuliana Gugliotti

Giornalista, blogger e social media manager freelance. Aiuto aziende e professionisti a raccontare la loro storia e a costruirsi un’identità vincente sul web.