Scegliere dove mangiare, pagando con lo smartphone: la rivoluzione della pausa pranzo per i lavoratori del terzo millennio si chiama PerPranzo

Il classico stereotipo dell’impiegato ingessato tutto casa e ufficio non esiste più: i lavoratori del terzo millennio sono sempre più smart, più attenti alla sostanza che alla forma, e interessati a posti e condizioni di lavoro che gli lasciano più tempo e spazio per esprimere se stessi

I responsabili delle risorse umane sono chiamate a rispondere alle nuove richieste di una nuova generazione di lavoratori: flessibilità, smart-working e digitalizzazione diventano allora parole chiave per accontentare questa fascia di professionisti non più in giacca e cravatta, ma con nuove e più specifiche esigenze.

Non è un caso che nell’ultimo decennio si sia tanto parlato (e si continui a parlare) di misure di welfare, benessere organizzativo e cultura digitale:

  • secondo una ricerca condotta da Microsoft e KRC Research tra il 2017 e il 2018, i dipendenti di aziende caratterizzate da una forte attenzione alla cultura digitale si sentono 10 volte più motivati, 4 volte più innovativi e 2 volte più produttivi

Mentre:

  • Il 51% dei datori di lavoro afferma che i benefici legati a salute e welfare avranno un impatto maggiore sul miglioramento della lealtà dei dipendenti e sulla retention dei talenti nei prossimi 3-5 anni. [Metlife]
  • Il 78% delle aziende afferma che il benessere dei dipendenti è un fattore critico dei loro piani aziendali. [MarketWatch/Virgin Pulse]

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Cosa si aspettano i millennials dal loro lavoro?

Maggiore flessibilità per quanto riguarda gli spazi, i luoghi e gli orari di lavoro, strumenti digitali e nuove tecnologie in grado di velocizzare e semplificare le procedure lavorative ed extra lavorative, benefit che migliorano la vivibilità degli ambienti di lavoro, la facilità degli spostamenti da e verso gli uffici e il momento della pausa pranzo smart aziendale. Ecco su quali aspetti dovrebbe puntare un piano di welfare aziendale rivolto ai lavoratori del terzo millennio.

Per quanto riguarda la pausa pranzo smart, una soluzione interessante è rappresentata dalla mensa aziendale diffusa: PerPranzo è l’alternativa ai buoni pasto tradizionali che semplifica la vita ai dipendenti e, allo stesso tempo, garantisce un risparmio per l’azienda.

Come funziona PerPranzo?

PerPranzo rivoluziona il concetto tradizionale di mensa aziendale rendendola “diffusa”: una rete di ristoranti e altri esercizi commerciali convenzionati, tra i quali il dipendente può di volta in volta scegliere dove andare a mangiare, pagando semplicemente con il proprio smartphone

Qualità garantita, ampia possibilità di scelta e pagamenti rapidi e veloci: ecco quali sono i vantaggi di PerPranzo. E, come abbiamo detto, il risparmio c’è anche per l’azienda: non soltanto perché il servizio è completamente esentasse, qualunque sia l’importo che si sceglie di destinare per il pranzo di ogni singolo lavoratore, ma anche perché tutta l’eccedenza non spesa viene restituita all’azienda tramite un sistema di cashback.

Insomma, una scelta che fa bene al bilancio aziendale, accontentando al contempo le richieste di una nuova schiera di lavoratori “smart”.

Scopri di più su www.perpranzo.it 

Fonti: MicrosoftMetlife

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