Flessibilità e benessere organizzativo sono due facce della stessa medaglia. E influiscono positivamente sulla produttività dei singoli e di tutta l’azienda

Secondo una definizione fornita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per benessere organizzativo si intende la capacità di un’organizzazione, cioè di un’azienda, di promuovere e mantenere nel tempo il benessere non solo fisico, inteso come salute, ma anche psicologico e sociale di tutti i lavoratori che operano al suo interno. 

Da alcuni anni ormai l’attenzione al welfare aziendale è alta: è stato dimostrato da numerosi studi e ricerche che il benessere dei lavoratori incide positivamente sulla produttività aziendale, perché lavoratori soddisfatti che vivono in un clima aziendale sereno e partecipativo sviluppano maggiore:

  • Motivazione rispetto al proprio lavoro 

  • Coinvolgimento nei confronti dell’azienda 

  • Fiducia nei vertici aziendali e nei colleghi 

  • Senso di empowerment individuale

Le ricadute positive sulla produttività sono facilmente immaginabili. 

Ci sono tanti modi per promuovere il benessere organizzativo all’interno della propria azienda. Ne abbiamo parlato ampiamente:

Ma uno degli aspetti che maggiormente influisce sul benessere organizzativo delle aziende è lo smart working.

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Flessibilità e benessere organizzativo: due facce della stessa medaglia

Il benessere organizzativo di un’azienda passa infatti in primo luogo attraverso la capacità di accogliere e sperimentare le innovazioni per adeguarsi ai tempi che cambiano e alla società che si evolve: in un mondo sempre più digitalizzato e in cui si sta riscoprendo il valore del tempo di qualità, la flessibilità è un concetto chiave per garantire il successo delle aziende

Flessibilità intesa come elasticità di tempi, luoghi e spazi di lavoro, che cambiano a seconda delle esigenze, comprimendosi o dilatandosi all’occorrenza.
Ecco allora che gli spazi di lavoro si modificano diventando sempre più smart, modulabili in base alle necessità del momento, così come i luoghi di lavoro, che grazie alle nuove tecnologie si ampliano includendo anche luoghi fisici al di fuori del classico ufficio, e i tempi di lavoro, che passano in secondo piano rispetto agli obiettivi adattandosi sempre di più alle necessità dei singoli.

Lavoro flessibile: il punto della situazione in Italia

La flessibilità è la prima grande alleata del benessere organizzativo: in Italia non sono molte le aziende che adottano questi nuovi schemi di lavoro, ma si tratta di un fenomeno in crescita. 

Sempre più aziende propongono orari di lavoro flessibili, concessione di part-time e periodi sabbatici, possibilità per i lavoratori di interrompere momentaneamente la carriera per dedicarsi ad altre attività senza perdere il posto di lavoro. 

Secondo l’osservatorio del Politecnico di Milano sullo smart working, il 37% delle aziende adotta qualche forma di telelavoro, anche se solo l’8% di queste garantisce una flessibilità completa. 

Lavorare da casa, o in luoghi e spazi non tradizionali, avendo la completa gestione del tempo e degli orari non è più un’utopia, ma una realtà sempre più attuale: la tua azienda è pronta? Scoprilo in questo articolo dedicato proprio allo smart working.

Fonti: MiurPoliMi

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