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Come sarà la pausa pranzo del futuro?

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Come sarà la pausa pranzo del futuro?

Il Coronavirus ha cambiato e continuerà a cambiare, per un periodo di tempo più lungo di quanto pensavamo all’inizio, il nostro modo di vivere: ecco come potrebbe essere la pausa pranzo del futuro

Il settore della ristorazione, purtroppo lo sappiamo bene, è stato ed è tuttora uno dei più colpiti dall’emergenza sanitaria legata al COVID-19: tra le prime a chiudere, ristoranti, trattorie e bar sono le attività commerciali che forse stanno pagando il prezzo più alto a questa pandemia. 

Il futuro però, fa ben sperare per una ripresa del settore, anche se con qualche accorgimento in più per la sicurezza e le norme di distanziamento sociale, che continueranno ad accompagnarci per un periodo di tempo più o meno lungo, anche nel post-emergenza.

La pausa pranzo del futuro: come saranno i ristoranti post Coronavirus?

Quando, speriamo presto, le attività di ristorazione potranno tornare ad aprire i battenti, molto probabilmente dovranno adeguarsi ad una nuova normalità: le misure preventive potrebbero includere distanziamento sociale, obbligo di munirsi di dispositivi per la disinfezione e la protezione individuale.

Tavoli a 2 metri di distanza

Il distanziamento sociale è la prima e più importante norma da seguire in questo periodo: dato che il virus si trasmette da persona a persona, il modo migliore per evitare il contagio è mantenere una distanza di sicurezza dagli altri. 

Per questo, molto probabilmente, quando sarà possibile aprire i ristoranti dovranno farlo nel rispetto di questa norma: il numero dei tavoli dovrà essere ridotto in modo da garantire una distanza di due metri gli uni dagli altri, consentendo in questo modo anche un passaggio più agevole ai camerieri.

Disinfezione delle mani e delle superfici.

Come sta già avvenendo all’interno delle attività che tuttora restano aperte, come alcuni uffici pubblici e i supermercati, molto probabilmente anche nei ristoranti scatterà l’obbligo di fornire, per tutti i clienti, dei dispositivi per la disinfezione delle mani, come un dispenser con gel disinfettante, all’ingresso della sala e in cassa.

Per quanto riguarda ambienti e superfici, è molto probabile che ci sarà l’obbligo di effettuare delle disinfezioni straordinarie a distanza più ravvicinata del solito, per scongiurare il rischio di contagio attraverso superfici eventualmente contaminate.

Prenotazione intelligente e pagamento ai tavoli tramite smartphone

In cassa sarà necessario garantire la distanza di sicurezza tra i clienti in fila per pagare: ancora meglio, evitare la formazione di coda, così come all’ingresso, implementando un sistema di pagamento ai tavoli tramite smartphone, e uno di prenotazione intelligente del tavolo per evitare file anche all’esterno del locale.

A questo proposito, anche i menu fisici dovrebbero essere oggetto di attenzione: essendo maneggiati da tante persone possono facilmente trasformarsi in un veicolo di contagio, quindi andrebbero disinfettati spesso. Una soluzione alternativa potrebbe essere quella di eliminarli del tutto, sostituendoli con un QR code che permette di accedere al menu, anche in questo caso, direttamente da smartphone.

Dispositivi di protezione individuale

Non è da escludere infine che tutti gli addetti, dai cuochi al personale di sala, siano obbligati ad indossare, per la propria e altrui sicurezza, dispositivi di protezione individuale come guanti e mascherine, andando quindi ad aumentare le precauzioni in materia di rispetto delle norme igienico-sanitarie che normalmente sono già molto stringenti per le attività che producono e servono generi alimentari.

Ristoranti e pausa pranzo: quando sarà possibile riaprire?

Sul quando sarà invece possibile riaprire sono ancora tanti i dubbi e le perplessità: in un’intervista ad Adnkronos Roberto Calugi, direttore generale della FIPE, ha dichiarato di voler spingere per permettere a ristoranti e bar di essere tra le prime attività commerciali a riaprire i battenti (dopo Pasqua, ma più probabilmente dopo il Primo Maggio) sia pur con tutte “le cautele e precauzioni”, come appunto le procedure di distanziamento e gli ingressi contingentati.

Una proposta che permetterebbe anche a quei lavoratori che torneranno per primi negli uffici e a quanti invece non si sono mai fermati, di ricominciare ad usufruire del servizio di ristorazione durante la pausa pranzo.

In attesa di capire come si evolverà la situazione, non resta che stringere i denti e prepararsi ad affrontare la fase 2 dell’emergenza COVID-19, la scalata – speriamo non troppo lunga – verso il recupero della “vera” normalità.

TOFU A - RESTAURANT
Published On: 17 Aprile 2020Categorie: Ristoranti

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