Risolvi i conflitti, ascolta i lavoratori, predisponi i giusti benefit aziendali: ecco 3 consigli per il reparto HR da seguire step by step per migliorare il clima aziendale e il benessere dei dipendenti

Sapevi che il 45% dei dipendenti italiani non è soddisfatto del proprio lavoro [Morning Future]?

Molto spesso la causa è da ricercarsi in un clima aziendale poco sano e piacevole, caratterizzato invece da:

  • Competizione immotivata, aggressività, conflitti improduttivi 
  • Sfiducia nei vertici dell’azienda, nei propri colleghi e nelle proprie capacità 
  • Senso di impotenza e dis-engagement nei confronti dell’azienda

Il risultato è che i lavoratori non si sentono tutelati né accolti, non sono felici di andare a lavoro e, di conseguenza, lavorano peggio, con un impatto notevole sulla produttività di tutta l’azienda.

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Clima aziendale sano e piacevole: 3 passi per migliorarlo 

Alle risorse umane spetta il compito di costruire un clima aziendale sereno e proficuo, ma non sempre è facile: ecco 3 consigli da seguire step by step per affrontare questo arduo compito. 

Risolvi i conflitti con attività di team building.

I conflitti aziendali sono purtroppo all’ordine del giorno.

Purtroppo perché, nella maggior parte dei casi, quando si presenta una conflitto, questo è inevitabilmente distruttivo. È umano: quando viviamo una situazione di stress in cui ci sentiamo poco sicuri, tutti tendiamo a rifugiarci in schemi di pensiero semplificati, basati sulla contrapposizione: io ho ragione, tu hai torto, io ho vinto, tu hai perso.

Tuttavia però, un momento conflittuale può anche trasformarsi in un’opportunità di crescita per tutti, dipendenti e management: il compito degli addetti alle risorse umane non è necessariamente evitare o, peggio ancora, nascondere l’esistenza di una conflittualità, quanto trasformare il conflitto, dandogli una valenza costruttiva.

Come?

Grazie ad attività di team building, che aiutano sia in fase conflittuale, a rivedere le proprie posizioni, mettersi nei panni dell’altro e quindi appianare le divergenze, sia come strumento di prevenzione dell’insorgenza di nuovi conflitti: un gruppo di lavoro coeso e ben affiatato saprà risolvere i conflitti spontaneamente, nel rispetto delle idee e della professionalità di ogni suo membro. 

Impara ad ascoltare le esigenze dei tuoi dipendenti.

Una volta dipanata la matassa dei conflitti e delle rivalità aziendali, puoi dedicarti ad ascoltare le esigenze dei tuoi lavoratori per capire quali sono le loro reali necessità e quali misure li renderebbero davvero più felici di lavorare per la tua azienda. 

Può darsi che singoli lavoratori presentino problemi specifici, ma nella maggior parte dei casi ti troverai di fronte a richieste molto simili tra loro: il tuo compito è raggrupparle in macro-aree per capire quali sono le reali necessità dei dipendenti della tua azienda e cosa puoi fare per migliorare le loro condizioni di lavoro e, di conseguenza, la loro felicità.

Predisponi benefit aziendali che rispondano ai bisogni reali dei lavoratori

Se avrai ascoltato attentamente il parere dei lavoratori non potrai sbagliare: sarai anche in grado di predisporre delle misure di welfare aziendale realmente centrate sui loro bisogni effettivi

Ad esempio: che senso ha tenere in piedi un nido aziendale se ormai la maggior parte dei dipendenti ha figli grandi, che vanno al liceo o all’università? Convertire questa misura di welfare in borse di studio o buoni libri diventa a questo punto sicuramente più utile.

Oppure: se i tuoi lavoratori sono tutti giovani e hanno più volte manifestato interesse per il mondo dello smart working, forse è il caso di provare a introdurre questa misura parlandone con i vertici dell’azienda, anche se credi che potrebbero non essere favorevoli. Solo chi cambia si evolve e non muore! 

È chiaro che si tratta di semplici esempi, ma questo è il modo giusto di procedere per fare davvero la differenza quando si tratta di welfare aziendale.

Poi, d’altra parte, ci sono quei benefit aziendali che non passano mai di moda perché sono amati da tutti i lavoratori, a prescindere dall’età, dovunque e comunque.

Un esempio?

Il pranzo aziendale. 

Il momento della pausa pranzo è uno delle misure di welfare più amate dai dipendenti: ne abbiamo parlato in questo articolo. Il motivo è semplice: il pranzo non è solo un’esigenza fisiologica, ma è anche un’occasione per staccare dal lavoro, per socializzare, coltivare rapporti interpersonali e, perché no, smorzare anche quelle conflittualità che tanto danneggiano la produttività aziendale. 

Garantire ogni giorno ai propri dipendenti un pranzo di qualità e rispondente alle esigenze di ciascuno è il primo passo per iniziare a costruire un clima aziendale sano e piacevole. 

Ti preoccupi del budget? 

Anche se il settore delle risorse umane è quasi sempre quello più penalizzato da tagli ai costi aziendali e, di conseguenza, anche quello meno foraggiato, non è il caso di arrendersi. Recuperare del budget è possibile, ne abbiamo parlato in questo articolo: “Ci spiace, niente budget per il welfare”. Come affrontare questo problema se ti occupi di risorse umane

Fonti: Morning Future

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