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Pasti sani, rapidi e gustosi, meglio se offerti dell’azienda: ecco cosa sognano gli italiani per una pausa pranzo perfetta

Gli italiani, si sa, sono un popolo di buongustai, grandi amanti del buon cibo e della cucina sana, regionale e tradizionale. Un’esigenza che non li abbandona mai, neanche quando si tratta di pranzare fuori durante la pausa dal lavoro: anzi, è proprio in questo momento della giornata che gli italiani ci tengono a mangiare sano, equilibrato e leggero, consapevoli sempre più dello stretto legame che c’è tra alimentazione e benessere

Se hai un ristorante che lavora con i dipendenti in pausa pranzo lo sai bene: i tuoi clienti sono diventati, nel tempo, sempre più esigenti.
Ma cosa cercano davvero gli italiani in pausa pranzo?

Scopriamo cosa dicono i dati e come il tuo ristorante può adeguarsi alle richieste di una clientela in costante evoluzione. 

Pausa pranzo al ristorante o schiscetta?

Secondo un sondaggio realizzato dal Giornale del Cibo in collaborazione con la responsabile UO Dietetica e Nutrizione Clinica dell’AOU Senese e parte dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, sono ancora tantissimi gli italiani che preferiscono consumare, in pausa pranzo, un pasto preparato e portato da casa: il 58% nello specifico sembra preferire questa soluzione a quella del ristorante, scelto nel 42% dei casi. 

Tuttavia, secondo l’ultimo Rapporto Ristorazione di FIPE, la spesa annuale pro-capite degli italiani per mangiare fuori è aumentata nell’ultimo decennio, passando dal 32,7% del 2008 al 36% del 2018.

Ad oggi gli italiani spendono poco più di 1.400 euro all’anno per mangiare fuori: un giro d’affari, quello dei pasti consumati fuori casa, che ammonta a 85 miliardi di euro e che, secondo la FIPE, è destinato ad aumentare. Nel 2030 gli italiani che mangeranno fuori saranno il 40%. 

Insomma, è chiaro che mangiare fuori è un comportamento destinato a diventare sempre più un’abitudine nello stile di vita degli italiani, e che il reparto ristorazione deve prepararsi ad una costante crescita del suo volume d’affari, anche e soprattutto quando si parla di ristorazione per i lavoratori in pausa pranzo. 

Come?

Adeguandosi alle richieste del proprio pubblico, che vertono sempre più sui temi della sostenibilità e della salute, con grande attenzione alla provenienza dei prodotti e ad una dieta sana e bilanciata.

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Cosa metto nel piatto? 

Sempre secondo il Rapporto Ristorazione FIPE, il 71,8% degli italiani si fa questa domanda, informandosi, quando sceglie un piatto, sulla provenienza dei prodotti utilizzati e sulla loro qualità. 

Un’attenzione all’alimentazione che riflette la consapevolezza, dimostrata dal 97,1% degli intervistati, del fatto che la propria salute dipende in buona parte da ciò che si mangia. Anche esercenti e ristoratori sembrano averlo capito: l’89,1% degli italiani riconosce che anche i locali sono ormai attenti a inserire piatti salutari nella loro proposta. 

Mensa aziendale sempre più apprezzata

È per questo motivo, ma anche per fattori legati al poco tempo a disposizione, che gli italiani apprezzano tantissimo il servizio di ristorazione aziendale: l’indagine condotta da Nomisma per l’Osservatorio Buona Pausa Pranzo di CIRFOOD mostra che 7 lavoratori su 10 risultano soddisfatti del servizio offerto. 

In particolare è apprezzata la qualità del servizio:

  • la professionalità degli addetti (76%)
  • Il gusto dei pasti (70%)
  • La varietà del menu (64%)

Chiaramente però, la maggior parte delle aziende non si può permettere una mensa aziendale, quindi per offrire il pranzo ai propri dipendenti utilizza buoni pasto ed altri strumenti più vantaggiosi, come la mensa aziendale diffusa PerPranzo, che permette di stipulare convenzioni con i ristoranti della zona, con reciproco vantaggio, anche fiscale, sia per l’azienda che per i ristoratori. 

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Scopri come funziona (e perché conviene) il servizio di mensa diffusa PerPranzo in questo articolo del nostro blog.

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